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BERNA - La sentenza del Tribunale amministrativo federale (TAF), che di fatto frena la procedura di assistenza agli Stati Uniti nella vicenda UBS, non cambia nulla per l'accordo firmato da Berna e Washington in merito alla trasmissione di dati. Lo sostiene l'ambasciatore americano a Berna Donald Beyer in un'intervista pubblicata oggi dal settimanale "Sonntag". Il governo elvetico - si dice convinto Beyer - farà di tutto per rispettare l'intesa.
Per l'ambasciatore, la sentenza del TAF mette in dubbio solo marginalmente l'accordo: nuove trattative in merito non saranno quindi necessarie. Beyer ritiene inimmaginabile che Berna e Washington non riescano a trovare una via per rispettare l'intesa. Dopo la decisione del TAF, tocca ora tuttavia al governo svizzero trovare una soluzione per consegnare i nomi dei titolari statunitensi di 4450 conti di UBS.
L'ambasciatore dissipa immediatamente le speranze che la trasmissione di dati si renda inutile visto che circa 10'000 clienti americani di UBS si sono già spontaneamente annunciati presso le autorità. Stando ad informazioni diffuse da media statunitensi, precisa Beyer, vi sarebbero infatti finora circa 14'700 evasori che si sono autodenunciati. "È assolutamente improbabile che ben 10'000 di essi siano clienti di UBS".

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SDA-ATS