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BELGRADO - Serbia e Bosnia-Erzegovina, dopo gli orrori e gli strascichi della guerra, vogliono una piena riconciliazione per tornare a collaborare e lavorare insieme per una piena integrazione dei due paesi e di tutti i Balcani occidentali nell'Unione europea. Lo hanno detto in un incontro a Belgrado il presidente serbo Boris Tadic e il presidente del parlamento bosniaco Sulejman Tihic.
Tihic, che è leader del Partito di azione democratica, è su posizioni più moderate e aperte al compromesso con i serbi rispetto ad altri leader bosniaci musulmani, compreso il presidente di turno della presidenza collegiale, Haris Silajdzic.
"Noi dobbiamo fare ciò che è positivo e vantaggioso per tutti. Io e il mio partito siamo a favore di una politica di compromesso e accordo, sia in Bosnia-Erzegovina che nel resto della regione", ha detto Tihic, che a Belgrado ha incontrato altri importanti esponenti della dirigenza serba.
"Io sono convinto che entrambi i nostri paesi possono stare di nuovo insieme nella Ue, dove riprenderemo le nostre relazioni di amicizia, ma prima dobbiamo intraprendere passi per la nostra completa riconciliazione", ha osservato Tadic. Il presidente serbo ha aggiunto a questo riguardo che la Serbia è impegnata a rispettare i suoi obblighi nei confronti del Tribunale penale dell'Aja per i crimini nella ex Jugoslavia (Tpi), cosa questa che creerà le condizioni per una piena riconciliazione.

SDA-ATS