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Sia la Serbia che la Bosnia hanno formalmente chiesto alla Svizzera l'estradizione dell'ex comandante delle forze bosniache musulmane di Srebrenica Naser Oric, accusato di crimini di guerra. L'uomo è stato arrestato il 10 giugno alla dogana di Thônex-Vallard (GE).

"La domanda di estradizione serba è accompagnata da una documentazione della procura sui sospetti di crimini di guerra che pesano" su Oric, ha indicato ieri l'agenzia serba Tanjug, citando il ministero serbo della giustizia.

Secondo la Bosnia, tuttavia, un'estradizione in Serbia metterebbe a repentaglio un procedimento aperto nel 2009 da Sarajevo nei confronti di Oric. Secondo le agenzie di stampa Reuters e Fena, il Ministero pubblico bosniaco avrebbe pertanto inviato un messaggio a Berna affinché Oric possa rispondere dei suoi atti davanti alla giustizia bosniaca.

Oggi l'Ufficio federale di giustizia (UFG) ha confermato di aver ricevuto la richiesta di Belgrado. Il ministero pubblico del Canton Ginevra sentirà Oric e sulla base di questa audizione, nonché di un'eventuale presa di posizione da parte del legale di Oric, deciderà in merito all'estradizione, ha indicato all'ats il portavoce dell'UFG Folco Galli.

L'accusato ha fin d'ora fatto sapere che contesterà una eventuale estradizione. In un messaggio trasmesso dal sindaco musulmano di Srebrenica Camil Durakovic, che gli ha fatto visita in carcere in Svizzera, Oric ha affermato che non andrà vivo in Serbia.

L'ex comandante militare delle forze bosniache è stato arrestato sulla base di un mandato di cattura internazionale emesso nel febbraio dell'anno scorso dalla Serbia.

Le autorità di Belgrado sospettano Oric - 48enne - e altri membri delle forze bosniache musulmane di ripetuti attacchi a villaggi serbi nella zona di Srebrenica, avvenuti tra il 1992 e il 1995, nell'intento di scacciare la popolazione civile serba ricorrendo a intimidazioni, torture e omicidi.

Il mandato di cattura cita l'attacco al villaggio di Zalazje del 12 luglio 1992, costato la vita a nove persone.

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SDA-ATS