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Minimizzare i rischi e incrementare le opportunità. È seguendo questa formula che la Segreteria di stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI) intende affrontare, al pari del 2014, le enormi sfide che attendono le banche elvetiche nel prossimo futuro, come l'introduzione dello scambio automatico di informazioni (AIA) o la possibilità di accedere ai mercati finanziari esteri, specie dell'Ue. Molte speranza sono anche riposte sulla Cina, Paese con cui si spera di approfondire ulteriormente la cooperazione in ambito monetario.

Nel suo bilancio per il 2014 e le prospettive future, il Segretario di stato Jacques de Watteville non ha nascosto che il mondo della finanza - tanto svizzero che internazionale - si trova tutt'ora in una fase di transizione, caratterizzata dal desiderio di maggior trasparenza e dal un rafforzamento della protezione per i clienti delle banche, rimasti scottati dalla crisi finanziaria. Tuttavia, non va dimenticato il risorgere di riflessi "protezionisti".

Il compito del SFI di traghettare il sistema bancario verso lidi più sicuri, evitando per quanto possibile di arenarsi o di finire sugli scogli, si è complicato ulteriormente dopo la decisione della Banca nazionale di sganciarsi dall'euro e il conseguente apprezzamento del franco svizzero, fenomeno che incide sui costi degli istituti di credito.

Tuttavia, nonostante le difficoltà del 2014 e la tempesta monetaria in corso, gli averi sotto gestione delle banche elvetiche sono cresciuti ulteriormente l'anno passato, ha fatto notare de Watteville. L'evoluzione del franco rappresenta in ogni caso un fattore di incertezza supplementare in un quadro già di per sé complicato.

Tra i "sensibili" progressi ottenuti l'anno scorso, il capo del SIF ha enumerato l'influsso esercitato dalla Confederazione nella definizione degli standard per lo scambio automatico di informazioni e l'intesa con Bruxelles sulla fiscalità delle imprese, in particolare per quanto riguarda la tassazione delle holding. "Su questo aspetto applicheremo le regole dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE), e non lo standard di condotta Ue come qualcuno voleva imporci", ha detto Watteville.

A livello bilaterale, nel 2014 progressi sono stati registrati con la Francia circa i frontalieri e la tassazione delle successioni. De Watteville ha sottolineato anche l'importanza dell'intesa raggiunta con l'Italia, soprattutto per quanto riguarda lo scambio su richiesta di informazioni e la tassazione dei frontalieri.

L'accesso ai mercati finanziari rimane secondo de Watteville un obiettivo importante per la Svizzera. Il Segretario di stato non ha fatto mistero delle difficoltà che attendono i negoziatori elvetici, specie dopo il voto del 9 febbraio 2014 sull'iniziativa UDC contro l'immigrazione di massa.

In contropartita ad un accordo sullo scambio automatico con Bruxelles, la Confederazione si batterà per un accesso agevolato ai mercati finanziari europei, ciò che permetterà alla banche di non dover delocalizzare i propri servizi.

Benché questi due dossier non siano giuridicamente vincolati, esiste un legame politico, ha spiegato de Watteville. Vi sono paesi, come l'Italia, che hanno condizionato il successo delle discussioni al rispetto del principio della libera circolazione delle persone.

"Noi cercheremo di far capire alla controparte - ha aggiunto il responsabile del SIF - che l'accesso ai mercati finanziari è reciproco".

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SDA-ATS