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Un allevatore di maiali è stato condannato dal Tribunale cantonale di San Gallo a 14 mesi sospesi per truffa per mestiere.

KEYSTONE/WALTER BIERI

(sda-ats)

Il Tribunale cantonale di San Gallo ha riconosciuto un allevatore di maiali colpevole di truffa per mestiere. Il 49enne ha venduto oltre 9000 animali col marchio GQ-Carne Svizzera, malgrado i capi non provenissero da allevamenti certificati.

La corte ha pure condannato il contadino, attivo nella piana della Linth, tra i laghi di Zurigo e Walensee, per istigazione alla falsità in documenti e maltrattamento di animali. Ha pronunciato una pena privativa della libertà di quattordici mesi e una multa, entrambe sospese condizionalmente. Contro la sentenza può ancora essere inoltrato un ricorso.

In prima istanza la condanna era stata più mite: il Tribunale distrettuale di See-Gaster nell'autunno del 2015 aveva riconosciuto l'uomo colpevole di maltrattamento di animali e lo aveva assolto dai due altri capi d'imputazione. La procura aveva chiesto una pena di tre anni e mezzo da scontare.

Davanti alla corte cantonale l'uomo ha sostenuto che i maiali con la GQ (garanzia qualità) provenivano tutti da una delle sue tre aziende certificate. Al che il ministero pubblico ha rimproverato all'allevatore disinformazione e persino "bugie". La difesa ha chiesto l'assoluzione sostenendo che mancassero le prove dei reati contestati.

SDA-ATS

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