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SG: distratto dal cellulare investì e uccise due uomini, condannato

L'uomo è stato condannato a 18 mesi sospesi dal tribunale distrettuale di primo grado. KEYSTONE/REGINA KUEHNE sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 12 febbraio 2020 - 17:50
(Keystone-ATS)

Il tribunale distrettuale di Wil (SG) ha condannato oggi a una pena detentiva di 18 mesi sospesi con la condizionale un automobilista che aveva investito due uomini sull'A1 nei pressi di Oberbüren (SG).

Distratto per qualche secondo dal cellulare, aveva invaso la corsia d'emergenza e travolto i due malcapitati, poi deceduti in ospedale.

L'uomo è stato riconosciuto colpevole di omicidio colposo. L'incidente è avvenuto il 3 aprile dello scorso anno in un tratto autostradale fra Uzwil e Gossau, in direzione di San Gallo. Le due vittime erano di nazionalità macedone.

Una delle due, un soccorritore stradale 24enne, era intervenuto in aiuto dell'altra, un 49enne, per sostituire una gomma forata. La seconda persona coinvolta era infatti alla guida di un minibus quando si è dovuto fermare per il guasto allo pneumatico.

Mentre i due erano intenti a lavorare sulla ruota, su di loro è piombata la vettura dell'imputato, oggi 24enne. Il macedone più giovane è morto per le ferite riportate già la sera stessa e tre settimane dopo anche il connazionale non ce l'ha fatta.

In tribunale, l'automobilista ha descritto i fatti, ammettendo di aver perso la concentrazione e il controllo del veicolo perché stava selezionando col proprio cellulare la musica da ascoltare durante il viaggio. A seguito del tragico sinistro, ha vissuto un momento di shock e da allora non si è più rimesso al volante, iniziando una terapia per affrontare quanto successo.

Le circostanze dell'incidente non sono state discusse durante il processo: la questione principale ha riguardato la severità della pena. Il pubblico ministero ha fatto notare che il dramma era facilmente evitabile e ha chiesto 18 mesi con la condizionale, trovando d'accordo il tribunale. La difesa da parte sua, puntando a una sentenza più mite, ha sottolineato invano come il caso e la sfortuna abbiano giocato un importante ruolo nella vicenda.

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