Navigation

Si dimette capo ispettori centrali nucleari

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 giugno 2011 - 17:07
(Keystone-ATS)

Peter Hufschmied, presidente del Consiglio dell'Ispettore federale della sicurezza nucleare (IFSN), ha rassegnato le dimissioni. Il 3 maggio scorso si era autosospeso in seguito ai dubbi emersi sulla sua indipendenza. Il Dipartimento federale dell'energia fa sapere oggi di aver preso atto della lettera di dimissioni.

Peter Hufschmied, presidente del Consiglio dell'Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN), ha rassegnato le dimissioni. Il 3 maggio scorso si era autosospeso in seguito ai dubbi emersi sulla sua indipendenza. Nei suoi confronti sui media erano comparse critiche relative ad un conflitto d'interessi che avrebbero potuto mettere in discussione la sua indipendenza.

Il Dipartimento federale dell'energia (DATEC) fa sapere oggi di aver preso atto della lettera di dimissioni. Nel contempo, dopo aver effettuato i necessari accertamenti, ha precisato che i mandati di Hufschmied, divenuti di dominio pubblico, "sono compatibili con le disposizioni in materia di indipendenza contenute nell'ordinanza sull'IFSN".

Secondo le disposizioni vigenti - scrive il DATEC - i mandati sono ammissibili "fintantoché non riguardano ambiti d'attività di organizzazioni sottoposte alla vigilanza dell'IFSN". Il DATEC ha però anche rilevato che, secondo la legislazione, i membri del Consiglio dell'Ispettorato "non sono autorizzati a esercitare un'attività commerciale né ad assumere una funzione federale o cantonale che potrebbe pregiudicare la loro indipendenza".

Inoltre il DATEC, che ringrazia Peter Hufschmied per il lavoro svolto (sotto la sua presidenza, l'Ispettorato è stato reso autonomo e trasformato in un ente di diritto pubblico), fa sapere che informerà il Consiglio federale delle dimissioni di Hufschmied nell'ambito dell'approvazione del rapporto di attività e di gestione 2011.

A maggio il domenicale svizzerotedesco "SonntagsZeitung", aveva riferito che Hufschmied sarebbe strettamente legato alla società elettrica bernese BKW, che gestisce la centrale nucleare di Mühleberg. L'azienda sarebbe uno dei principali sponsor del "Tropenhaus Frutigen" - una serra tropicale con ristorante annesso alimentata dall'acqua calda proveniente dal tunnel di base del Lötschberg -, di cui Hufschmied è presidente del consiglio di amministrazione.

Inoltre, sempre secondo la "SonntagsZeitung", Hufschmied tra il 2004 e il 2007 era stato Ceo di uno studio d'ingegneria bernese, responsabile dal 2006 di diverse costruzioni nel perimetro della centrale di Mühleberg.

Tali legami non sono apparsi problematici al Consiglio federale, che nel 2007 aveva nominato Hufschmied alla testa dell'IFSN. Dopo la pubblicazione di questi fatti il Dipartimento federale diretto da Doris Leuthard aveano reso noto che ci sarebbero stati dei controlli, pur relativizzandone la portata.

Hufschmied, dal canto suo, al momento dell'autosospensione si era detto "convinto di aver svolto il suo mandato rispettando tutti i criteri dell'indipendenza".

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?