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Si riaccende il dibattito intorno alla statuetta rappresentante il dio precolombiano Ekeko, restituita alla Bolivia dal Museo storico di Berna alla fine dello scorso anno. Secondo Jakob Messerli, direttore dell'istituzione bernese, La Paz sarebbe in procinto di violare l'accordo siglato con la Svizzera, il quale prevede che l'opera venga esposta solo nel Museo nazionale di archeologia (Monarq) della capitale boliviana.

Stando a informazioni pubblicate sul sito internet dell'ambasciata di Bolivia in Germania e Svizzera, nei prossimi giorni la statuetta sarà mostrata in varie località del Paese andino. In una intervista diffusa a metà dicembre dal quotidiano boliviano "La Razon", alla quale l'edizione odierna del "SonntagsBlick" fa riferimento, Messerli aveva reso attente le autorità boliviane sul rischio di violazione dell'accordo.

Queste critiche non sono piaciute alla controparte. Citata ancora una volta da "La Razon", l'ambasciatrice di Bolivia in Germania e Svizzera, Elizabeth Salguero Carrillo, rinfaccia a Messerli di avere egli stesso violato gli accordi, preferendo esprimere il proprio disappunto attraverso i media piuttosto che direttamente alle autorità boliviane, come previsto dalla convenzione.

Il museo bernese aveva comperato la statuetta nel 1929 dagli eredi dell'esploratore e naturalista svizzero Johann Jakob von Tschudi. Questi l'aveva ottenuta nel 1858 nelle Ande in cambio di una bottiglia di cognac. La Bolivia aveva domandato di recuperare la statuetta esposta al Museo storico di Berna nel maggio 2013. La richiesta era stata ribadita un anno dopo dal ministro boliviano degli affari esteri David Choquehuanca durante una visita a Berna.

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SDA-ATS