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Nel 2015 il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) ha esaminato 4910 dossier di richiedenti d'asilo, quasi il doppio dell'anno precedente (2488).

In nove casi i "servizi segreti" svizzeri hanno consigliato di respingere la domanda poiché si tratta di persone "che hanno leso oppure mettono a repentaglio la sicurezza interna o esterna" del Paese, ha affermato la portavoce Isabelle Graber, confermando una notizia pubblicata oggi dalla "NZZ" e dal "Blick".

Il SIC non ha precisato se questi individui siano stati arrestati oppure espulsi: esso si occupa infatti solamente di dare una raccomandazione. Tuttavia, finora non vi sono indizi che possano far pensare all'arrivo in Svizzera di jihadisti "camuffati" da profughi, ha precisato Graber.

Il numero delle richieste d'asilo per cui il servizio d'intelligence ha consigliato il "no" ha oscillato parecchio negli scorsi anni. Il 2010 vi è stato il record con 11 casi. Tra il 2011 e il 2013 ve ne sono stati al massimo 3, mentre nel 2014 nessuno.

Complessivamente lo scorso anno il SIC ha esaminato 4910 domande d'asilo su 39'500 totali. Nel 2014, su 24'000 richieste, ha controllato 2488 dossier. Negli anni tra il 2011 e il 2013 le cifre sono state decisamente inferiori; nel 2012 sono state esaminate solo 297 domande.

Il SIC esamina tutte le richieste d'asilo provenienti da Stati a rischio per evitare che terroristi entrino in Svizzera come richiedenti d'asilo. Tale regolamento è stato introdotto dopo gli attacchi terroristici dell'11 settembre 2001 negli Stati Uniti.

Concretamente, la Segreteria di Stato della migrazione (SEM) trasmette al SIC tutte le richieste e i dossier di persone provenienti da determinati Stati. Questi verifica se ci siano eventuali motivi di esclusione. L'elenco dei Paesi a rischio è confidenziale ed è definito dai "servizi segreti".

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SDA-ATS