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Secondo il Controllo federale delle finanze, non tutti gli obbiettivi a cui mirava la fusione fra sicurezza aerea civile e militare sono stati raggiunti.

KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI

(sda-ats)

L'entità Skyguide, che si occupa della controllo del traffico aereo civile e militare in Svizzera dal 2001, non ha ancora raggiunto tutti gli obbiettivi che erano stati prefissati.

Secondo un rapporto pubblicato oggi dal Controllo federale delle finanze (CDF), il problema principale riguarda l'incertezza sulla regolamentazione da applicare.

In caso di disaccordo fra le Forze aeree e l'Ufficio federale dell'aviazione civile in materia di direttive, non vi è infatti un organismo che possa decidere in merito.

La modalità di utilizzo degli aerodromi militari da parte degli aerei civili è per esempio una delle situazioni che può creare problemi ai controllori di Skyguide, afferma il CDF.

La fusione delle due tipologie di traffico sotto un'unica entità di controllo avrebbe dovuto migliorare la gestione dello spazio aereo e apportare vantaggi in termini di efficienza. Tuttavia, il rapporto sottolinea come "le sinergie a livello tecnico si siano dimostrate molto deboli": per rendere compatibile il sistema di sicurezza civile con quello militare sarebbero necessari investimenti troppo costosi.

Un altro grattacapo è rappresentato dalla persistente carenza di controllori, professione che non sembra essere sufficientemente attrattiva. In particolar modo, le Forze aeree si sono ritrovate ad avere a che fare con persone poco vicine all'ambiente militare e dunque ritenute non adatte alle esigenze dell'esercito.

Inoltre, il CDF evidenzia come la stima delle spese del progetto sia stata "molto approssimativa". I costi operativi, calcolati nel 2000 in 15 milioni di franchi, hanno poi dovuto essere rivisti nell'ordine di 35 milioni l'anno seguente.

I bilanci intermedi stilati da Skyguide nel 2003, nel 2006 e nel 2014 avevano già mostrato risultati in chiaroscuro, ma, nonostante ciò, il CDF constata che le autorità federali non hanno reagito prendendo misure correttrici. L'organo di sorveglianza finanziaria della Confederazione sottolinea comunque che il progetto non è messo in discussione.

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SDA-ATS