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Un F-5 Tiger dell'esercito svizzero

KEYSTONE/LAURENT GILLIERON

(sda-ats)

Il Consiglio federale ammette delle lacune nella situazione delle Forze aeree svizzere nei prossimi anni. In risposta a un'interpellanza del consigliere nazionale Werner Salzmann (UDC/BE) ritiene però che "il rischio resti accettabile" sino al 2030.

In quella data una nuova flotta di aerei da combattimento sarà pronta all'impiego.

I 26 F-5 Tiger ancora attivi possono essere impiegati per il servizio di polizia aerea soltanto di giorno e in condizioni meteorologiche favorevoli; la debolezza dei loro sensori e le armi di cui sono dotati non consentono di servirsene per proteggere lo spazio aereo in periodi di tensione né per la difesa contro un attacco, ammette il governo. Tuttavia completare il loro equipaggiamento non avrebbe senso né dal punto di vista tecnico né a livello finanziario, si legge nella risposta.

I 30 F/A-18 garantiscono invece alla Svizzera la capacità di sorvegliare il proprio spazio aereo in situazioni ordinarie e di intervenire in caso di minaccia. Tuttavia la flotta di F/A-18 non dispone di velivoli a sufficienza per avere due o quattro aerei in permanenza in aria per oltre un mese, spiega l'esecutivo.

Vista la limitata dimensione della flotta, è perciò essenziale evitare qualsiasi lacuna tra la fine dell'utilizzazione degli F/A-18 e la messa in servizio operativa dei nuovi velivoli (prevista dal 2025 sino al 2030). Una procedura d'acquisto più rapida non è tuttavia richiesta considerata la situazione di minaccia attuale e prevista, conclude il Consiglio federale.

SDA-ATS

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