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L'Ufficio federale della sanità pubblica raccomanda alla popolazione di controllare ed eventualmente rinnovare i vaccini contro il morbillo.

KEYSTONE/GAETAN BALLY

(sda-ats)

I casi di morbillo sono nettamente aumentati negli ultimi mesi in Svizzera. Dall'inizio dell'anno, l'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) ne ha registrati 69: nello stesso periodo del 2016 erano stati 15.

Già lo scorso febbraio, l'UFSP aveva lanciato l'allarme rilevando un incremento dei contagi in diversi cantoni a partire da novembre. Le cifre presentate nel bollettino odierno confermano questa tendenza.

In tutto l'anno scorso erano stati identificati 71 casi. Tenendo conto di questa ondata di morbillo, l'UFSP ha invitato la popolazione in due occasioni da gennaio a controllare i propri vaccini e, nel caso in cui fosse necessario, a rinnovarli. La prevenzione è particolarmente importante per i lattanti, che invece non possono ancora vaccinarsi.

A causa di un'epidemia di questa malattia in Europa, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha lanciato alla fine di marzo un appello alla vaccinazione. Sette Paesi, fra cui la Svizzera, erano risultati infatti carenti sotto questo punto di vista.

In febbraio, il Consiglio federale ha ammesso che, nonostante qualche progresso effettuato, la strategia per debellare il morbillo fra il 2011 e il 2015 è fallita. Il governo ha dunque adottato dall'inizio dell'anno un nuovo piano a livello nazionale.

L'OMS fissa come obbiettivo un tasso di vaccinazione della popolazione di almeno il 95%. In Svizzera, nel 2015 l'87% dei giovani adulti era vaccinato (77% nel 2012).

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SDA-ATS