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Malgrado il chiaro rifiuto nel fine settimana dell'iniziativa per l'attuazione delle espulsioni di criminali stranieri, i sindacati consigliano agli stranieri di seconda generazione di richiedere la naturalizzazione.

L'inasprimento del diritto sugli stranieri e "i ripetuti attacchi contro quanto già acquisito" creano una situazione incerta, ha affermato il presidente dell'Unione sindacale svizzera (USS) e consigliere agli Stati Paul Rechsteiner (PS/SG) in una conferenza stampa oggi a Berna.

"Il no all'iniziativa dell'UDC ha impedito che gli stranieri fossero privati dei loro diritti, ma la loro situazione rimane difficile dopo i successivi giri di vite dati negli ultimi vent'anni", ha aggiunto Rechsteiner.

Secondo il consigliere agli Stati socialista, il diritto fondamentale di vivere là dove si è nati e dove si è trascorsa la totalità della vita oggi non è più garantito alle persone che non hanno la nazionalità svizzera. In caso di delitti esse non rischiano solo una condanna penale ma anche l'espulsione verso un Paese che probabilmente nemmeno conoscono.

Perciò l'USS lancia un appello a tutti gli stranieri di seconda generazione a considerare seriamente la questione della naturalizzazione. Inoltre ai genitori che non hanno la cittadinanza svizzera è chiesto di "fare tutto il possibile affinché i loro figli acquisiscano la nazionalità svizzera appena ne hanno i requisiti".

Rechsteiner ha anche chiesto alle collettività pubbliche di avere un atteggiamento positivo verso i giovani stranieri cresciuti come gli indigeni: città e comuni dovrebbero agire di conseguenza, diminuire gli ostacoli alla naturalizzazione e invitare questi giovani a diventare cittadini svizzeri.

Secondo Vania Alleva, presidente di Unia, ci sono 900'000 persone che rispondono ai criteri della naturalizzazione svizzera. E - afferma - è interesse di una democrazia convincere un tal numero di abitanti a diventare cittadini a tutti gli effetti, e rafforzare così la società civile. Il fatto che tutte queste persone non abbiano ancora richiesto il passaporto rossocrociato è una dimostrazione di inefficacia per la democrazia elvetica.

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SDA-ATS