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ATENE - La sinistra greca ha oggi invitato il governo di Giorgio Papandreou a chiedere alla Germania le mai pagate "riparazioni di guerra tedesche", in risposta a quello che definisce "il miserabile gioco speculativo da parte dei politici e delle istituzioni tedesche" contro il paese.
In un'interrogazione alcuni deputati della coalizione di estrema sinistra Syriza, hanno invitato il governo a chiedere a Berlino, "il principale debitore della Grecia", il pagamento per "le enormi perdite" causate dalle truppe di occupazione tedesche tra il 1941 e il 1945 alle infrastrutture economiche del paese, al popolo greco e ai beni archeologici e artistici della nazione, cacolabili in migliaia di miliardi di dollari.
La Germania, responsabile di numerose atrocità commesse durante l'occupazione, è vista dai media e dagli ambienti politici greci come il principale ostacolo ad un atteggiamento europeo più favorevole ad aiutare concretamente il paese nell'attuale momento di crisi.
Nel 1960 Berlino pagò una somma simbolica di 115 milioni di dollari per le vittime greche della discriminazione razziale, ma l'accordo, che non comprendeva le compensazioni di guerra vere e proprie, lasciava inoltre aperta la porta a ulteriori rivendicazioni anche da parte di singoli cittadini mai riconosciute dai tribunali tedeschi. Successivamente i governi tedeschi respinsero sempre i tentativi di quelli greci di aprire un negoziato sulla questione dei danni di guerra.
Favorevoli alla proposta di Syriza di riaprire il contenzioso si sono mostrati anche esponenti della destra conservatrice e nazionalista.

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SDA-ATS