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Siria: 19.000 morti, continuano ad Aleppo, Damasco, Homs, Dayr Zor

Sono oltre 19.000, in gran parte civili, gli uccisi nei 16 mesi di violenze in Siria. È quanto risulta da un calcolo dell'Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus).

Intanto gli scontri continuano oggi nel centro di Aleppo, seconda città e cuore economico del Paese, mentre nei sobborghi di Damasco proseguono i bombardamenti delle forze governative, che nei giorni scorsi hanno respinto infiltrazioni di ribelli nei quartieri centrali.

Secondo i Comitati locali di coordinamento dell'opposizione, già sei persone sono morte nelle violenze oggi: due a Homs, dove continuano i bombardamenti sui quartieri ribelli di Al Khalidiya, Jurat Al Shayah e Al Qarabis, due a Dayr az Zor, anch'essa colpita dall'artiglieria del regime, e uno ciascuno ad Aleppo, Daraa e Dail. Ieri, secondo la stessa fonte, i morti erano stati 140.

Una neocostituita brigata ribelle denominata Al Tawhid ha diffuso un video in cui annuncia che è cominciata l'offensiva per la "liberazione" di Aleppo, che ha chiamato 'operazione Al Furqan'. Nei giorni scorsi l'offensiva 'Vulcano Damasco' che i ribelli avevano annunciato per conquistare la capitale, è stata respinta dalle forze fedeli al regime dopo sei giorni di combattimenti.

Oggi, secondo Ondus, scontri sono in corso nella città di Aleppo in particolare nei quartieri di Saif al Dawla, Al Jamiliya e Al Meridian, oltre che ad Al Zabadia nei pressi di una stazione di polizia e gli uffici dell'immigrazione e dei passaporti.

A Damasco sono segnalati bombardamenti, anche con l'impiego dell'aviazione, in particolare sul sobborgo di Barzeh, dove secondo i Comitati è stata colpita anche una moschea. Gli intensi bombardamenti delle forze governative sul quartiere Mezzeh hanno fatto tremare le mura dell'albergo Damas Rose, il quartier generale degli osservatori dell'ONU a Damasco. Testimoni riferiscono inoltre che un attacco dei ribelli all'ospedale militare della capitale ha costretto le autorità a sospendere le cerimonie funebri.

Fonti dei ribelli in Turchia citate dall'agenzia Reuters hanno detto che forze dell'opposizione in Siria hanno conquistato un altro posto di frontiera tra i due Paesi, il terzo. Il valico caduto nelle mani dei ribelli è quello di Bab al Salam, a nord della città siriana di Aleppo. Fonti diplomatiche turche a Istanbul hanno confermato la notizia all'agenzia Afp. Nei giorni scorsi i ribelli avevano conquistato altri due posti di frontiera con la Turchia e uno con l'Iraq.

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