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Le proteste anti-regime si sono allargate oggi ad altre località a sud e a nord di Damasco, ma il fulcro della mobilitazione rimane Daraa, per il quarto giorno consecutivo teatro di manifestazioni a cui hanno partecipato migliaia di abitanti della città meridionale, mentre le autorità centrali hanno oggi dato ordine alle forze di sicurezza di non reprimere i cortei.

Migliaia di abitanti di Daraa, 120 km a sud della capitale, hanno partecipato oggi ai funerali della quinta (la quarta secondo altre fonti, la sesta secondo gli attivisti) vittima accertata della repressione delle forze di sicurezza, da venerdì giunte in gran numero da Damasco e protette da blindati ed elicotteri.

Al corteo, i presenti hanno scandito di nuovo gli slogan inneggianti alla "libertà" e alla "fine del regime della corruzione", dopo che ieri centinaia di dimostranti inferociti avevano assaltato e incendiato la sede del partito Baath, al potere da quasi mezzo secolo, l'abitazione del governatore - ieri costretto alle dimissioni - e gli uffici di una delle due compagnie di telefonia cellulare, di proprietà di Rami Makhluf, influente cugino del presidente Bashar al-Assad.

E all'indomani del fallito tentativo di una delegazione governativa di alto livello di riportare la calma in città, è oggi arrivato a Daraa il ministro della giustizia Muhammad Yunis, che ha ispezionato la sede del palazzo di giustizia, anch'esso assaltato ieri.

Centinaia di altri manifestanti hanno invocato "libertà per l'Hawran", la provincia di cui è capoluogo Daraa, e per la "Jazira", regione orientale dell'Eufrate, il cui centro più importante, Deir ez-Zor, è stato nei giorni scorsi anch'esso teatro di proteste e di lievi scontri tra residenti e forze di sicurezza.

Un triplo cordone di agenti in tenuta anti-sommossa ha osservato le manifestazioni senza però intervenire. Fonti locali confermate da testimonianze rimbalzate sui social network hanno inoltre riferito di manifestazioni in altre due località del sud del paese: a Jassem oltre un migliaio di persone sono scese in strada, mentre a Inkhil, un numero imprecisato di dimostranti avrebbe preso d'assalto la locale stazione di polizia.

L'Organizzazione nazionale per la difesa dei diritti umani in Siria (Ondus) ha dal canto suo denunciato oggi "l'arresto arbitrario di undici persone avvenuto nei pressi della moschea degli Omayyadi venerdì scorso" nella capitale, durante un raduno di decine di persone al termine della tradizionale preghiera comunitaria. "Numerosi altri manifestanti sono stati arrestati lo stesso giorno anche a Banyas", città costiera di cui è originario l'ex vice presidente siriano Abd al-Halim Khaddam, epurato dal regime nel dicembre 2005.

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SDA-ATS