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Siria: Amnesty, piano Annan accettato ma repressione continua

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 aprile 2012 - 18:46
(Keystone-ATS)

Nonostante il governo siriano abbia dichiarato di voler attuare alcuni dei sei punti del piano di Kofi Annan, la repressione continua: da quando, è stato accettato, il 27 marzo, Amnesty International ha ricevuto i nomi di 232 persone uccise, tra cui 17 bambini.

L'organizzazione ha denunciato inoltre l'arresto, avvenuto domenica 1 aprile, di 13 studenti dell'Istituto commerciale di Daraya: Omar al-Fahhal, Wàel Khanji, Abd al-Wahab Fawwal, Majd Nayla, Nidal Dahous, Wàel Idliby, Mohamed Sharebji, Mohamed Shaker Dabbas, Ali Khawladi, Mahmoud Badr, Anas al-Sharebji, Amjad Ali Wahby e Wàel Qawqanji.

Le loro famiglie - denuncia Amnesty - non sanno dove e in quali condizioni siano detenuti. Secondo testimonianze oculari, i 13 ragazzi (tutti di età compresa tra 17 e 19 anni) sono stati perquisiti, picchiati e insultati da uomini in borghese di fronte ad altri studenti, prima di essere portati via.

"Andare avanti con questo tipo di detenzioni e fare nuovi arresti come quelli del 1 aprile a Daraya fa venire seri dubbi su quanto il governo sia seriamente intenzionato ad attuare il piano Annan'" ha commentato Ann Harrison, vicedirettrice del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International.

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