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Un aereo russo sgancia bombe sulle forze dell'Isis a Dayr az-Zor.

KEYSTONE/EPA RUSSIAN DEFENCE MINISTRY/RUSSIAN

(sda-ats)

Anche le cosiddette Forze democratiche siriane (SDF) a maggioranza curda, sostenute dagli Stati Uniti, hanno lanciato oggi un'offensiva da nord verso la città siriana di Dayr az Zor, controllata dal sedicente Stato Islamico.

Nei giorni scorsi le forze governative siriane e le milizie loro alleate, siriane e straniere, erano riuscite a raggiungere la città provenendo da ovest, dopo avere rotto un assedio che durava da tre anni. Per strappare Dayr az Zor all'Isis le truppe di Damasco sono tra l'altro appoggiate dai bombardamenti russi.

Ahmad Abu Kahwlaw, capo del cosiddetto Consiglio militare di Dayr az Zor, affiliato alle SDF, ha annunciato oggi l'avvio dell'offensiva dalla provincia di Al Hassaka, situata a nord di Dayr az Zor.

Le SDF, sostenute dai bombardamenti della Coalizione internazionale a guida americana, sono già impegnate da mesi nei combattimenti per conquistare Raqqa, la "capitale" dello Stato islamico in Siria, di cui hanno occupato già circa il 60%. Ma una parte delle forze sono state spostate appunto nella battaglia di Dayr az Zor nell'evidente tentativo di conquistare quanto più possibile territorio in questa provincia ricca di petrolio e gas che si estende fino al confine con l'Iraq.

Il portavoce della Coalizione a guida americana, Ryan Dillon, parlando con con la televisione curda Rudaw ha confermato l'appoggio all'offensiva, denominata "Tempesta di Al Jazeera", dal tradizionale nome di questa regione, e ha affermato che "Daesh (Isis) non potrà trovare alcun riparo lungo la valle dell'Eufrate".

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SDA-ATS