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Siria: ancora attacchi disertori a governativi, 18 morti

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 novembre 2011 - 14:10
(Keystone-ATS)

Mentre dieci civili sono stati uccisi oggi in diverse parti della Siria, scenari di guerra civile si delineano con il sopraggiungere di notizie di agguati giornalieri compiuti da ufficiali che si sono uniti alla rivolta contro soldati governativi.

Secondo quanto riferiscono gli attivisti per i diritti umani fra le dieci vittime civili odierne figura anche un adolescente di 14 anni. L'Osservatorio siriano per i diritti dell'uomo afferma che le forze di sicurezza di Damasco hanno ucciso cinque persone nei pressi di Homs, dove sono scoppiati violenti scontri tra l'esercito e i gruppi di disertori. Dal canto suo, L'agenzia ufficiale Sana afferma che i militari governativi hanno ucciso 12 uomini armati e effettuato numerosi arresti a Homs, per debellare i "gruppi terroristi".

Intanto al Cairo i ministri arabi dell'economia hanno messo a punto una bozza di risoluzione che prevede sanzioni contro Damasco, in particolare il congelamento dei beni, l'interruzione di transazioni finanziarie, il blocco dei collegamenti aerei e il divieto per governanti ed esponenti del regime a recarsi nei Paesi arabi. La bozza di risoluzione sarà sottoposta oggi ai ministri degli esteri per essere ratificata. L'organizzazione panaraba aveva già sospeso la Siria lo scorso 2 novembre.

Le notizie di vittime che provengono dal terreno, da giorni sono ormai distinte in quelle relative all'incessante repressione del regime e quelle riguardanti i sempre più frequenti attacchi dei disertori contro le forze lealiste. Se i media di regime ignorano le notizie dei civili uccisi dai militari, dai servizi di sicurezza e dalle bande armate (shabbiha), l'agenzia Sana e la tv di Stato ammettono l'uccisione di soldati governativi, puntando il dito contro terroristi armati da "parti straniere", in primis Israele.

Da parte sua, l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus) ha riferito dell'uccisione di 18 tra soldati e agenti dei servizi di sicurezza in due diversi agguati dei militari anti-regime: nel primo, nella regione orientale di Dayr az Zor, sono stati uccisi - secondo l'Ondus - almeno dieci tra militari e agenti; nel secondo, nella regione nord-occidentale di Idlib, nei pressi di Maarrat an Numan, uno degli epicentri della rivolta, sono stati uccisi otto soldati governativi e altri 40 sono rimasti feriti.

La Sana ha riferito dei funerali di 25 tra militari e agenti di polizia. Tra questi figurano i dieci tra piloti e membri del personale tecnico uccisi giovedì a sud-est di Homs. L'azione era stata rivendicata dall'Esercito Siriano Libero (Esl) che attribuiva l'operazione a beduini armati, padroni dell'area desertica tra Homs e il noto sito archeologico di Palmira.

In 48 ore, secondo la conta degli attivisti e dei media di regime (bilanci che per una volta coincidono), ben 47 militari governativi sono stati uccisi da disertori.

Ci sono invece tre bambini di due e dieci anni nella lista dei 12 tra civili e disertori uccisi ieri in diverse località del Paese da parte delle forze lealiste.

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