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Siria: Annan convoca riunione a Ginevra per evitare guerra civile

Questo contenuto è stato pubblicato il 27 giugno 2012 - 20:24
(Keystone-ATS)

Un assalto compiuto da un commando armato alla televisione via satellite al Ikhbariya che ha provocato sette morti ha aperto oggi in Siria un'altra giornata di sangue, con bombardamenti e nuovi scontri tra forze governative e ribelli fino alle porte di Damasco.

In questa situazione che si avvicina sempre più velocemente all'orlo dell'abisso, descritta dall'Onu come un "conflitto armato" in diverse aree del Paese, l'inviato delle Nazioni Unite Kofi Annan gioca quella che è forse l'ultima carta nella ricerca di una soluzione politica, convocando per sabato 30 giugno a Ginevra una riunione di grandi potenze e Paesi arabi.

All'incontro sono stati invitati i ministri degli esteri dei cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza dell'ONU (Stati Uniti, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna), di Turchia, Iraq, Kuwait e Qatar, i segretari generali delle Nazioni Unite e della Lega araba e l'Alto rappresentante dell'Unione Europea per gli affari esteri, Catherine Ashton.

L'Iran, sulla cui partecipazione aveva insistito la Russia, non è stato invitato, ma Annan ha fatto sapere che Teheran verrà informata sui risultati perché deve "restare coinvolta" nella ricerca di una soluzione.

La lista degli orrori continua intanto ad allungarsi, con gli almeno 53 morti segnalati oggi dai Comitati locali di coordinamento dell'opposizione che si aggiungono agli oltre 15.800 uccisi dall'inizio delle violenze nel marzo del 2011, secondo l'Osservatorio nazionale per i diritti umani in Siria (Ondus). Ma con un aggravamento che si accentua giorno per giorno. Secondo la stessa organizzazione, infatti, i morti nell'ultimo mese sono stati 3426, e di questi 916 solo nell'ultima settimana.

La Commissione d'inchiesta sulla Siria istituita dall'Onu, il cui presidente, il brasiliano Paulo Pinheiro, ha potuto visitare per la prima volta il Paese la scorsa settimana, ha sottolineato che i combattimenti sono "sempre più militarizzati", con rifornimenti di armi che arrivano ad entrambe le parti.

Per quanto riguarda il massacro avvenuto a Hula il 25 maggio scorso, con la morte di decine di civili, tra cui molti bambini, la Commissione non ha saputo indicare con certezza i responsabili, ma ha detto di ritenere che "le forze leali al governo possano essere state responsabili di molte delle morti".

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