Navigation

Siria, Assad: complotto ci rafforzerà

Questo contenuto è stato pubblicato il 20 giugno 2011 - 11:18
(Keystone-ATS)

Il "complotto ci rende più forti". Lo ha detto il presidente siriano Bashar al Assad, aprendo il suo discorso pubblico, trasmesso in diretta tv da un teatro di Damasco.

"Saluto i militari che hanno perso la vita, le famiglie dei martiri e i martiri che hanno versato il loro sangue per opporsi alla sedizione confessionale", ha detto Assad. Ha aggiunto che la Siria si trova in un momento decisivo "dopo giorni difficili".

"Chi è dietro il complotto?", si è chiesto il presidente siriano. "Non è certo la prima volta che la Siria è oggetto di un complotto, sin dal periodo pre-indipendenza" (1946, ndr). La Siria è vittima del complotto per la sua politica regionale... i complotti sono come i microbi, si diffondono nel corpo dove il corpo è più debole...", ha aggiunto il rais, che ha però assicurato che in questo terzo discorso non intende soffermarsi sul "complotto" ma preferisce concentrarsi sulle "questioni interne".

Si tratta della sua terza locuzione dall'inizio delle proteste il 15 marzo scorso. La prima risale al 30 marzo mentre la seconda e ultima al 16 aprile.

Nelle ultime ore comunque, il governo siriano ha ricevuto un importante sostegno da Mosca, dove il presidente russo Dmitry Medvedev ha confermato che la Russia non appoggerà alcuna risoluzione Onu che autorizzi l'uso della forza in Siria.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?