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Siria: Assad, crisi non è problema politico ma terrorismo

Questo contenuto è stato pubblicato il 03 giugno 2012 - 12:08
(Keystone-ATS)

La crisi in Siria "non è un problema politico". Lo ha detto il presidente siriano Bashar al-Assad nel suo discorso al parlamento precisando che è necessario "distinguere tra problema politico e terrorismo". Il terrorismo in Siria sta crescendo, ha aggiunto Assad, e "colpisce tutti, senza distinzioni".

Assad ha quindi chiamato nuovamente in causa, come aveva fatto in passato, l'ingerenza "straniera" nella crisi siriana e parlato di "complotto", durante il suo discorso attualmente in corso durante la prima sessione del nuovo parlamento siriano dopo le elezioni legislative del 7 maggio in cui ha onorato la memoria di tutti i "martiri civili e militari".

Secondo Assad la Siria si trova di fronte ad un "piano di distruzione". Il regime ha utilizzato "tutti i mezzi politici" ma gli sforzi sono stati vani perché "ci troviamo di fronte ad una guerra condotta dall'esterno", ha aggiunto. "Le nostre porte sono aperte e disposte al dialogo ma non con chi è guidato dall'esterno e non con i terroristi".

"Affrontare la crisi può essere doloroso, ma non possiamo tirarci indietro", ha proseguito Assad. "Non ci saranno compromessi nella lotta contro il terrorismo e coloro che lo sostengono". I terroristi "non sono interessati al dialogo o alle riforme. Hanno una missione e non si fermeranno fino a che non l'avranno compiuto o fino a che noi non li fermeremo", ha aggiunto il presidente siriano.

Assad ha quindi espresso "rabbia" alla vista delle immagini dei bambini morti a Hula e ha espresso le sue "condoglianze alle famiglie" delle vittime del massacro, "condoglianze - ha detto però - anche verso noi stessi, per il livello di violenza raggiunto nel paese". "Ciò che è avvenuto a Hula e in altri luoghi sono massacri selvaggi che neanche mostri avrebbero perpetrato", ha affermato.

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