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È di 158 morti il bilancio del conflitto oggi in Siria, secondo la stima dei comitati di coordinamento locale anti-regime, che denunciano una nuova strage ad opera del regime in un sobborgo di Damasco.

Ieri la commissione di inchiesta dell'Onu ha accusato il regime di crimini di guerra, citando la strage di Hula di maggio.

2,5 milioni in emergenza umanitaria

Si è intanto appreso che sono circa 2,5 milioni le persone colpite dall'emergenza umanitaria in Siria, un numero più che raddoppiato negli ultimi quattro mesi: a tracciare il tragico bilancio della situazione nel Paese mediorientale è il vice segretario generale dell'Onu per gli affari umanitari Valérie Amos.

"Le Nazioni Unite stanno raggiungendo sempre più persone per fornire gli aiuti di emergenza, ma non è abbastanza", ha detto Amos da Damasco, sottolineando che la situazione è peggiorata molto dalla sua ultima visita nel marzo scorso.

Il vice segretario generale ha incontrato il capo della missione di monitoraggio Onu (Unsmis), il generale Babacar Gaye, il ministro degli esteri siriano Walid Muallem, il ministro per la riconciliazione nazionale Ali Haidar e il nuovo primo ministro Wael al Halqi, per discutere come incrementare gli aiuti umanitari da fornire ai civili bisognosi

Fratello assad in fin di vita?

Il fratello del presidente siriano Bashar al Assad, Maher, sarebbe in fin di vita dopo essere stato gravemente ferito nell'attentato del 18 luglio scorso a Damasco. L'uomo avrebbe perso una gamba, due secondo altre fonti, nell'attacco. Lo riferisce una fonte diplomatica occidentale citata dai media arabi.

Nell'attentato dello scorso 18 luglio, rivendicato dai ribelli anti-regime ma sulla cui paternità ci sono ancora molti dubbi, sono morti secondo il racconto ufficiale di Damasco il ministro della difesa Dawud Rajha, il vice capo di Stato maggiore Assef Shawkat e cognato del presidente Bashar al Assad, il capo dell'Ufficio della sicurezza nazionale Hisham Bakhtiyar e il responsabile della cellula anti-crisi Hasan Turkmani.

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SDA-ATS