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Siria: attivisti, oggi "venerdì della no-fly zone"

Questo contenuto è stato pubblicato il 28 ottobre 2011 - 12:45
(Keystone-ATS)

All'indomani dell'uccisione di 28 civili in varie regioni della Siria da parte delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad, gli attivisti anti-regime hanno indetto per oggi manifestazioni di proteste nel "Venerdì della No-Fly Zone", in riferimento alla richiesta di sostegno arabo o internazionale "per proteggere i civili".

L'agenzia ufficiale Sana stamani non fornisce alcuna notizia relativa alla sicurezza del Paese. I Comitati di coordinamento locale, principale piattaforma degli attivisti, hanno dal canto loro diffuso stamani una lista aggiornata di 28 civili uccisi ieri: 12 nella regione centrale di Hama, sei in quella di Homs, tre in quella nord-occidentale di Idlib, altrettanti nella regione costiera di Latakia, due in due sobborghi di Damasco, e due in quella meridionale di Daraa.

Citato dal quotidiano panarabo Asharq al Awsat, Muhammad Sirmini, membro del Consiglio nazionale siriano (Cns), principale raggruppamento delle opposizioni all'estero e in patria, afferma: "Il regime usa elicotteri e caccia per reprimere le manifestazioni... non miriamo al ripetersi dello scenario libico ma cerchiamo modi per proteggere i civili, tramite uno scudo arabo o internazionale". Secondo Sirmini, "la No-Fly Zone limiterà le opzioni militari del regime, faciliterà le azioni dell'Esercito libero siriano (i disertori) e incoraggerà nuove diserzioni".

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