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Siria: attivisti, oltre 30 uccisi da bombe e violenze

Questo contenuto è stato pubblicato il 05 novembre 2012 - 14:30
(Keystone-ATS)

È di oltre trenta uccisi, tra cui una donna e un bambino, il bilancio provvisorio dei bombardamenti governativi sulle roccaforti della rivolta in Siria. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locali, che riuniscono i residenti delle località colpite e solidali con la rivolta.

Le fonti affermano che delle 32 vittime registrate, si contano nove membri di un'intera famiglia nella regione settentrionale di Raqqa. Altri dieci uccisi nella regione di Damasco, nove in quella di Idlib e due in quella di Aleppo. Una rispettivamente nelle regioni di Deir az Zor e Homs.

Poco fa, i comitati di coordinamento di Kfar Nabl (Idlib) hanno documentato con un filmato amatoriale (www.youtube.com/watch?v=G-do4UrRcuM) i devastanti effetti di un bombardamento aereo che ha colpito il centro cittadino danneggiando pesantemente abitazioni civili e negozi e uccidendo un numero imprecisato di persone.

Nel video - la cui autenticità non può essere verificata in maniera indipendente - si vedono almeno quattro corpi di persone, due dei quali appaiono senza vita. Intensi bombardamenti - affermano gli attivisti - proseguono senza sosta anche nei sobborghi di Damasco.

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