Navigation

Siria: blocco pro-Assad tenta di forzare summit Tunisi

Questo contenuto è stato pubblicato il 24 febbraio 2012 - 16:38
(Keystone-ATS)

La polizia è intervenuta, oggi pomeriggio, nel centro di Tunisi per disperdere una manifestazione contro la conferenza degli "Amici della Siria", in corso nella capitale. I manifestanti, che si erano raccolti in piazza Mohamed Ali, dove ha sede la Ugtt (il più forte sindacato tunisino), avrebbero voluto raggiungere avenue Bourghiba, ma sono stati bloccati dalle forze dell'ordine che, hanno anche fatto uso di manganelli e granate lacrimogene.

Intervenendo alla conferenza degli 'Amici della Sirià, il presidente provvisorio della repubblica tunisina, Moncef Marzouki, ha chiesto che a Bashar al-Assad e alla sua famiglia sia concessa quella che ha definito "immunità giudiziaria", ipotizzando per il presidente siriano un esilio in Russia. Marzouki - riferisce l'Afp - ha detto che occorre "cercare una soluzione politica, come accordare al presidente siriano, alla sua famiglia e ai membri del suo regime una immunità giudiziaria".

Sale intanto a 42 uccisi, compresi cinque tra bambini e adolescenti, il bilancio provvisorio odierno della repressione compiuta dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad. Lo riferiscono i Comitati di coordinamento locali degli attivisti anti-regime, che precisano che tra le vittime ci sono 18 corpi non identificati.

Intanto a Parigi il ministro degli Esteri francese, Alain Juppè, ha lanciato un appello "solenne" a Damasco affinchè consenta l'evacuazione dei giornalisti da Homs. Ieri sera l'ambasciatore francese in Siria, Eric Chevallier, richiamato due settimane fa a Parigi per consultazioni, era tornato a Damasco, apparentemente per organizzare l'evacuazione dei giornalisti feriti o bloccati a Homs e il recupero delle salme di quelli uccisi.

Martedì in un bombardamento a Homs sono rimasti uccisi l'inviata americana del Sunday Times, Marie Colvin, e il fotografo francese Remi Ochlik, mentre sono rimasti feriti un'altra cittadina francese, Edith Bouvier, collaboratrice del Figaro, e il fotografo irlandese del Sunday Times Paul Conroy. Ieri la Bouvier, insieme con un altro fotografo francese, William Daniels, rimasto illeso, ha lanciato un appello in un video per chiedere al governo francese di attivarsi per consentire la loro evacuazione.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Cambia la tua password

Desideri veramente cancellare il tuo profilo?