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Human Right Watch (Hrw) ha denunciato che l'offensiva militare di Russia e governo di Damasco in corso da fine settembre in Siria "ha incluso un ampio uso" di bombe e altre "munizioni a grappolo" in violazione della risoluzione 2139 dell'Onu.

L'ong con sede a New York per la difesa dei diritti umani, in un comunicato, precisa che gli ordigni a frammentazione "continuano a colpire civili in molte parti del paese": dall'inizio dell'offensiva, sono state usate "in almeno 20 occasioni" in "nove località" uccidendo "almeno 35 civili, tra cui cinque donne e 17 bambini" e ferendo "decine" di altre persone. Due attacchi hanno colpito campi profughi. Basandosi su proprie informazioni, Hrw precisa che le munizioni a frammentazione utilizzate sono di costruzione sovietica o russa.

Le bombe o altre munizioni a frammentazione vengono sparate dall'artiglieria, montate su razzi o sganciate da velivoli e sono state bandite da 118 paesi, ricorda l'ong precisando che sono state utilizzate nelle province di Aleppo, Hama e Idlib. Per sostenere che ad usarle sono stati governativi e russi, Hrw ricorda che i ribelli non hanno velivoli e finora non sono stati visti in possesso di questo tipo di armi.

Una simile denuncia, ma meno dettaglia, era stata fatta dalla stessa Human Right Watch in ottobre. Il 22 il ministero della Difesa russo aveva smentito che l'aviazione russa usasse le bombe a grappolo durante i suoi raid in Siria in aree con popolazione civile.

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SDA-ATS