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Siria: Croce Rossa, anche casi di guerra civile

Questo contenuto è stato pubblicato il 08 maggio 2012 - 13:13
(Keystone-ATS)

In alcune zone della Siria sono state registrate situazioni di "conflitto non internazionale", ovvero di guerra civile: lo ha affermato oggi a Ginevra il presidente del Comitato internazionale della Croce rossa (Cicr), Jakob Kellenberger.

"Riteniamo che in alcune zone della Siria, non in tutto il Paese, ma ad esempio durante i pesanti combattimenti a Baba Amr, a Homs, in febbraio, ci potrebbero essere state le condizioni di un conflitto non internazionale" dove la legge internazionale umanitaria deve applicarsi, sulla condotta delle ostilità, in particolare", ha detto Kellenberegr.

Attualmente, la natura dei combattimenti appare cambiata, ha aggiunto. Kellenberger ha affermato di "sperare veramente" che il piano del mediatore internazionale sulla Siria Kofi Annan funzioni. "Più rapido sarà il dispiegamento degli osservatori internazionali, e non solo a Damasco, e meglio sarà", ha detto in una conferenza stampa su un nuovo appello di fondi.

Il Cicr vuole in particolare portare a 100 mila il numero di beneficiari mensili di aiuti alimentari e ripristinare i servizi pubblici per 1,5 milioni di persone colpite dai combattimenti.

Kellenberger ha sottolineato che l'accesso nel Paese è migliorato, indipendentemente dal cessato il fuoco del piano Annan. Cicr e la Mezzaluna rossa siriana sono così riusciti a raggiungere Idlib, Homs, Hama, Deràa, Aleppo e nelle zone rurali di Damasco. Il Cicr ha inoltre ottenuto una "pausa umanitaria" delle violenze per la prima volta a Duma circa due settimane fa, per due giorni consecutivi.

Un altro passo avanti sarà compiuto nelle prossime settime quando i delegati del Cicr dovrebbero poter visitare i prigionieri nel carcere di Aleppo. Si tratterà della seconda visita di un luogo di detenzione in Siria da parte del Cicr. In settembre, l'organizzazione umanitaria aveva avuto per la prima volta avere accesso alla prigione centrale di Damasco.

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