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Siria: Damasco conferma uccisione piloti, accusa stranieri

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 novembre 2011 - 16:11
(Keystone-ATS)

Il regime di Damasco ha confermato oggi l'uccisione avvenuta ieri di sei piloti dell'aeronautica militare siriana in un agguato teso da uomini armati nel centro del Paese, e ha accusato "elementi stranieri" di essere "coinvolti nel sostegno" a quest'azione "compiuta da un gruppo di terroristi".

Lo riferisce l'agenzia ufficiale Sana, citando un comunicato delle forze armate siriane. Nel comunicato si dice che altri quattro membri del personale militare siriano sono stati uccisi nello stesso attacco.

Secondo gli attivisti siriani anti-regime, sette piloti, tutti ufficiali, erano stati uccisi ieri in agguato teso da beduini armati lungo l'autostrada Homs-Tamdor (Palmira). L'Esercito libero siriano (Esl) aveva rivendicato l'azione.

Per il comunicato ufficiale odierno, a trovare la morte ieri sono stati invece dieci militari in tutto: sei piloti, un ufficiale addetto alla logistica e tre sottufficiali. Il comunicato recita: "L'aver preso di mira l'elite delle nostre immortali aquile, addestrate in modo speciale alla guida dei moderni caccia per assolvere il sacro compito di liberare la terra (del Golan occupato da Israele), rappresenta una pericolosa escalation del terrore... E ancora una volta dimostra il coinvolgimento di parti straniere nel sostenere queste operazioni terroristiche, che hanno l'obiettivo di indebolire le capacità combattenti delle nostre forze armate immortali".

"Chi beneficia di quest'azione terroristica sono i nemici della patria e della nazione, in primis Israele", prosegue il comunicato.

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