È morto in carcere a Damasco, a seguito delle torture subite, il dissidente siriano Abdel Aziz Kheir, appartenente alla stessa comunità alawita della famiglia presidenziale degli Assad e originario del loro stesso villaggio. Lo riferiscono fonti siriane vicine ad avvocati per la difesa dei diritti umani.

Le fonti ricordano che Kheir, 63 anni, laureato in medicina all'università di Damasco, aveva scontato più di vent'anni nelle prigioni del regime ed era tornato dietro le sbarre nel dicembre scorso.

Nato a Qurdaha, villaggio natale degli Assad a est di Latakia, capoluogo della regione costiera a maggioranza alawita (branca dello sciismo), Kheir era stato prelevato nel dicembre 2012 da uomini dei servizi di sicurezza nei pressi dell'aeroporto della capitale di ritorno da un suo viaggio ufficiale in Cina. A Pechino Kheir era andato con altri dissidenti - fino ad allora "tollerati" dal regime - per cercare di mediare una soluzione politica alla crisi alla vigilia di una conferenza a Damasco "di riconciliazione nazionale" sponsorizzata dalla Russia, altro alleato degli Assad.

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