Chiude l'ospedale di Medici senza frontiere a Tal Abyad, in Siria, dove la paura dei raid turchi ha fatto fuggire quasi l'intera popolazione.

Era l'unico nell'intera area, e l'organizzazione esprime forte preoccupazione "per le migliaia di donne e bambini che vivono in campi come Al Hol e Ain Issa, ora ancora più vulnerabili perché alcune organizzazioni umanitarie sono state costrette a sospendere o limitare le proprie operazioni".

"Questo potrebbe lasciare migliaia di persone senza accesso ad aiuti cruciali e senza alcuna soluzione in vista". Per questo "MSF chiede a tutte le parti in conflitto in Siria nord-orientale di garantire la protezione dei civili, incluso lo staff medico e i loro pazienti. Le parti in guerra devono garantire la possibilità di fornire assistenza umanitaria salva-vita, comprese cure mediche imparziali, senza restrizioni e ovunque ce ne sia bisogno".

Le équipe di MSF, nonostante tutto, continuano a fornire assistenza e cure mediche alla popolazione in Siria, anche se quello di Tal Abyad non è l'unica struttura costretta a chiudere i battenti dopo i pesanti bombardamenti. L'organizzazione è ancora presente ad Ain Al Arab (Kobane), Ain Issa, Al Mallikeyeh (Derek), Tal Tamer, Tal Kosher, Al Hol e Raqqa.

"La popolazione siriana ha già subito anni di guerra e precarietà e questi attacchi non potranno che peggiorare le loro condizioni e i loro traumi" dice Robert Onus, responsabile dell'emergenza MSF in Siria. "I servizi sanitari nel paese faticavano già prima a rispondere ai bisogni medici delle persone. Ora sfollati e feriti causati dai combattimenti metteranno ulteriore pressione sulle limitate risorse degli ospedali esistenti".

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