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Siria: liberi giornalista Domenico Quirico e belga Pierre Piccinin

È libero l'inviato del quotidiano La Stampa Domenico Quirico, di cui si erano perse le tracce in Siria dall'aprile scorso, e assieme a lui anche il belga Pierre Piccinin. Lo riferisce Palazzo Chigi confermando che faranno rientro in Italia atterrando all'aeroporto di Ciampino dove saranno accolti dalla ministra degli Esteri italiana, Emma Bonino.

62 anni, inviato di guerra del quotidiano torinese, Quirico è da molto tempo in prima linea nei paesi del Nord Africa e della Primavera araba, di cui è un grosso conoscitore e a cui nel 2011 ha dedicato un libro: "Primavera araba".

Nell'agosto 2011 nel tentativo di arrivare a Tripoli, durante la rivolta anti-Gheddafi in Libia, fu rapito insieme con due colleghi del Corriere della Sera e uno di Avvenire. Durante il sequestro fu ucciso il loro autista, i reporter sono stati liberati solo due giorni dopo.

Quirico ha seguito tutte le vicende africane degli ultimi vent'anni, dal Ruanda al Congo, alla Somalia. Negli ultimi anni si è dedicato alla guerra in Mali, è stato in Somalia e ora era la quarta volta che si trovava in Siria.

È "uno di quei giornalisti - si legge sul sito del suo giornale - per cui ha ancora senso consumare le scarpe per andare alla ricerca non solo di una notizia, ma di qualcosa da raccontare ai lettori di oggi e alle generazioni future, con una promessa: parlare solo di ciò che conosce e ha visto con i propri occhi".

Sposato con Giulietta, ha due figlie, Eleonora e Metella. Tra le altre pubblicazioni di Quirico 'Squadrone bianco. Storia delle truppe coloniali italianè, 'Generali. Controstoria dei vertici militari che fecero e disfecero l'Italià, 'Naja. Storia del servizio di leva in Italia.

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