Navigation

Siria: media, "epurati" uomini d'affari vicini a regime

Il regime di Damasco è scosso al suo interno da una serie di "epurazioni" senza precedenti contro influenti imprenditori e uomini d'affari vicini al potere siriano, tra cui lo zio della first lady Asma al Assad. KEYSTONE/EPA SANA/SANA / HANDOUT sda-ats
Questo contenuto è stato pubblicato il 10 ottobre 2019 - 10:07
(Keystone-ATS)

Il regime di Damasco è scosso al suo interno da una serie di "epurazioni" senza precedenti contro influenti imprenditori e uomini d'affari vicini al potere siriano, tra cui lo zio della first lady Asma al Assad.

Secondo l'autorevole portale The Syria Report, la Banca Centrale ha congelato i conti di 8 imprenditori tra cui Tarif al Akhras, zio della moglie del presidente.

La notizia conferma il "terremoto" in corso negli equilibri del potere politico ed economico nel Paese, che potrebbe avere un impatto sul presidente Assad.

Tra gli imprenditori colpiti dalla misura eccezionale della Banca centrale figurano Samer Dibs, Akram Hurieh, Issam Anbuba, Ibrahim Dib, Muhammad Burhan Bardan e Muhammad Ammar Bardan, e Muhammad Jandali. Si tratta di uomini d'affari che hanno o hanno avuto ruoli di spicco nelle camere di commercio e dell'industria del paese e che hanno da decenni accesso diretto o indiretto ai vertici del regime siriano.

Tarif al Akhras era stato inserito l'anno scorso nella lista nera dell'Unione Europea degli individui siriani colpiti da sanzioni economiche per il loro presunto coinvolgimento nei crimini attribuiti al regime siriano.

Tre settimane fa il figlio di Tarif al Akhras, Merhef, era stato rapito in Libano da non meglio precisati uomini armati. E per la sua liberazione, secondo alcuni resoconti di stampa mai confermati, era stato pagato un riscatto milionario.

Non si esclude che il rapimento del figlio sia collegato alle misure restrittive imposta ora dal governo siriano alla famiglia Akhras, la stessa di Asma al Akhras, moglie del presidente siriano Bashar al Assad.

Questo articolo è stato importato automaticamente dal vecchio sito in quello nuovo. In caso di problemi nella visualizzazione, vi preghiamo di scusarci e di indicarci il problema al seguente indirizzo: community-feedback@swissinfo.ch

Condividi questo articolo

Partecipa alla discussione!

Con un account SWI avete la possibilità di contribuire con commenti sul nostro sito web e sull'app SWI plus, disponibile prossimamente.

Effettuate il login o registratevi qui.