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Monta la pressione sul premier britannico affinché si torni in parlamento per un eventuale voto su un'azione in Siria. È quanto riferisce la stampa britannica oggi che sembra sottolineare come, alla luce del "rinvio" di Barack Obama ci sarebbe spazio e tempo per tornare a contemplare un coinvolgimento anche per Londra.

Questo nonostante a più riprese esponenti del governo di coalizione abbiano escluso la possibilità di ripensarci: lo hanno ripetuto il cancelliere dello Scacchiere George Osborne e il ministro degli esteri William Hague, mentre questa mattina è intervenuto anche il vicepremier Nick Clegg escludendo anche lui questa possibilità: "non vedo alcuna circostanza" sulla base della quale un nuovo voto sarebbe possibile.

È possibilista invece il sindaco di Londra, il conservatore Boris Johnson da sempre scettico su un'azione in Siria, ipotizzando che una nuova mozione potrebbe essere discussa se dovessero emergere "prove migliori". Johnson ha anche sottolineato che quanto accaduto nel parlamento britannico ha aiutato la comunità internazionale permettendo di ritardare l'azione.

Sia il "Times" sia il "Daily Telegraph" dedicano a questo argomento articoli in prima pagina in cui riferiscono di una serie di parlamentari ed esponenti di tutti i partiti che auspicano una nuova consultazione dell'assemblea. Il "Daily Telegraph" parla inoltre di un crescente disaccordo con la posizione assunta dal leader dell'opposizione Ed Miliband che starebbe emergendo anche all'interno del suo partito, il Labour.

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SDA-ATS