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La Russia non appoggia i bombardamenti francesi in Siria contro le infrastrutture petrolifere controllate al momento dallo Stato islamico.

Lo ha dichiarato al quotidiano Kommersant il direttore del dipartimento sulle nuove sfide e minacce del ministero degli Esteri della Federazione Russa, Ilya Rogachev.

"Dopo l'inizio delle operazioni delle nostre forze aeree e le azioni di successo dell'esercito siriano a terra, i francesi hanno deciso di colpire bersagli sul territorio della Siria, motivandoli con il loro diritto all'autodifesa, in base all'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite - ha detto Rogachev -. Non possiamo sostenere tali azioni, in primo luogo per il fatto che sono condotte senza il consenso del governo siriano".

A detta del rappresentante della diplomazia russa, i primi attacchi di Parigi sono stati diretti contro campi di addestramento dei terroristi in Siria e possono essere giustificati, in quanto i miliziani potrebbero rappresentare un pericolo per il Paese. "Ma il bombardamento di infrastrutture petrolifere appare condotto per motivi ben diversi e in nessun modo è giustificato dal punto di vista dell'autodifesa", ha dichiarato Rogachev.

La sua ipotesi è che Parigi voglia evitare il possibile e imminente ritorno di zone petrolifere sotto il controllo del governo siriano, in seguito al successo dell'offensiva condotto dalle truppe di Damasco col sostegno di Iran e Russia. In quanto il presidente siriano Bashar el Assad e l'Isis rappresentano per i francesi "avversari della stessa priorità, tali attacchi arrecano danni a entrambi", ha spiegato Rogachev.

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SDA-ATS