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In un anno di bombardamenti aerei della Coalizione a guida americana in Siria sono stati uccisi 3178 miliziani dell'Isis e 225 civili.

Il bilancio è fornito oggi dall'ong Osservatorio nazionale per i diritti umani (Ondus), nell'anniversario dell'inizio dei raid, il 23 settembre 2014. Anche 136 jihadisti del Fronte al Nusra, la branca siriana di Al Qaida, sono stati uccisi, così come 10 membri di un altro gruppo armato fondamentalista, l'Esercito della Sunnah.

I civili uccisi vivevano per la maggior parte in aree dove sono situati pozzi petroliferi e raffinerie prese di mira, nelle province di Hasake, Deyr az Zor, Raqqa, Aleppo e Idlib. Tra le vittime si contano 65 bambini e ragazzi minorenni.

Un vero e proprio massacro tra la popolazione residente, denuncia l'Ondus, è stato compiuto dai jet della Coalizione la notte del 30 aprile scorso nel villaggio di Bir Mahli, nella provincia di Aleppo, dove sono stati uccisi 64 civili, tra i quali 31 bambini.

L'Ondus, vicino all'opposizione siriana, ha espresso la sua "ferma condanna" per le uccisioni di civili nei raid della Coalizione a guida americana, mentre, aggiunge, "la comunità internazionale rimane sorda alle richieste del nostro popolo e alle loro speranze di democrazia, giustizia, uguaglianza e libertà, e di portare in giudizio coloro che hanno ucciso e violato i suoi diritti".

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SDA-ATS