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Siria: Onu, Consiglio di nuovo spaccato dopo rapporto Ban

Questo contenuto è stato pubblicato il 11 agosto 2011 - 08:20
(Keystone-ATS)

Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha concluso una riunione di oltre due ore sulla Siria con una nuova profonda spaccatura sulle iniziative da intraprendere per fermare le violenze: da una parte gli occidentali chiedono a Damasco di fermare le repressioni, dall'altra i paesi della "linea morbida" cercano il dialogo.

La riunione dei Quindici si è aperta con la lettura del rapporto del segretario generale Ban Ki-moon, secondo cui le persone imprigionate durante le rivolte sono state 13'000, altre 3'000 sono scomparse, mentre i morti sarebbero almeno 2'000.

Se in Siria non si "fermeranno immediatamente le violenze, nuovi passi" dovranno essere intrapresi dal Consiglio, hanno detto i delegati di Francia, Gran Bretagna e Germania. Ieri gli Stati Uniti hanno varato sanzioni economiche contro Damasco, per il suo programma nucleare.

All'Onu sarebbe molto difficile approvare misure contro il regime di Bashar al-Assad, il quale ha riconosciuto "qualche errore" commesso dalle forze dell'ordine incaricate di fermare le proteste nel paese.

La parziale ammissione di colpa è stata riferita dai diplomatici di Brasile, India e Sudafrica alle Nazioni Unite. I tre paesi, promotori della "linea morbida" contro Damasco, hanno mandato in Siria alcuni delegati per tentare di convincere il presidente a fermare le repressioni.

Assad, hanno riferito i diplomatici in una nota, si è impegnato "per un processo di riforma, con l'obiettivo di aprire la strada ad una democrazia multipartitica". Entro il 2011 "ci saranno elezioni parlamentari libere e eque".

Anche la Russia, storica alleata della Siria, boccia la linea dura occidentale. "Le sanzioni americane non aiutano - ha detto l'ambasciatore di Mosca all'Onu, Vitaly Ciurkin - l'opposizione siriana deve partecipare alle riforme, che possono avvenire da un giorno o l'altro".

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