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Siria: Onu, Damasco ha usato armi chimiche in aprile

La Commissione Onu di inchiesta sulla Siria ha accusato oggi le forze governative del paese mediorientale di aver usato armi chimiche, probabilmente cloro, in aprile nella Siria occidentale. Sia le forze governative che i jihadisti dello Stato islamico (IS) si sono macchiati di crimini di guerra e crimini contro l'umanità.

"Vi sono fondati motivi di credere che agenti chimici, probabilmente cloro, siano stati usati su Kaif Zeita, Al-Tamana'a e Tel Minnis in otto incidenti nel corso di un periodo di dieci giorni in aprile. Vi sono fondati motivi di credere che questo agenti siano stati lanciati in barili bomba da elicotteri del governo", afferma la Commissione nel suo ultimo rapporto sulle violazioni dei diritti umani in Siria reso noto oggi a Ginevra.

Le forze governative hanno commesso massacri, attacchi, torture ed altre violazioni che "equivalgono a crimini contro l'umanità", mentre lo Stato islamico (IS) rappresenta "un chiaro pericolo per i civili e in particolare per le minoranze sotto il suo controllo" in Siria e Iraq.

Tra le altre cose l'IS ha reclutato ripetutamente ragazzi di 14 o 15 anni, a volte perfino bambini di appena 10 anni che sono stati poi addestrati nei campi dei jihadisti. Assoldando bambini sotto i 15 anni, sottolinea la commissione Onu, il gruppo commette un ulteriore crimine di guerra.

La Commissione di inchiesta sostiene pure che nelle zone in Siria controllate dall'IS, in particolare nel nord e nord-est del paese, si svolgono esecuzioni, amputazioni e flagellazioni in piazza ogni venerdì. I civili, compresi i bambini, sono invitati ad assistere al macabro rituale. I corpi delle persone uccise vengono lasciati in mostra per giorni, per terrorizzare la popolazione.

Il rapporto reso noto a Ginevra dalla Commissione di esperti - della quale fa parte anche l'ex procuratrice capo del Tpi, la ticinese Carla del Ponte - copre il periodo tra il 20 gennaio e il 15 luglio 2014. La Commissione, cui Damasco nega l'accesso al territorio della Siria, ha redatto il rapporto sulla base di 480 interviste ed elementi di prova raccolti indirettamente.

La Commissione chiede che la comunità internazionale imponga un embargo sulle armi in Siria ed argini la proliferazione e la fornitura di armamenti, sia ai governativi sia ai ribelli, nel paese in conflitto.

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