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Siria: Onu; Usa, se serve nuove sanzioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 30 maggio 2012 - 20:18
(Keystone-ATS)

Il regime di Assad deve attuare immediatamente il piano Annan e porre fine alle violenze. Se così non sarà "il Consiglio di sicurezza dell'Onu deve assumersi le sue responabilità", prendendo in considerazione anche nuove sanzioni, ha detto la rappresentante statunitense all'Onu, Susan Rice. La Russia si è invece detta contraria a nuove sanzioni.

"È un momento decisivo", ha detto l'ambasciatrice americana al termine della riunione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu sulla Siria. "Ci sono tre scenari che possono presentarsi a questo punto", ha spiegato la rappresentante Usa: "Nel primo caso il governo di Damasco deve dare immediatamente attuazione al piano di pace dell'inviato speciale Kofi Annan e porre fine alla violenza. Se ciò non accade, questo Consiglio deve assumersi le proprie responsabilità per aumentare la pressione sul regime di Bashar al Assad, e questo può includere anche l'assunzione di sanzioni".

"In entrambi i casi il processo politico rimane sul tavolo, così come il piano Annan. Se nessuno di questi scenari si verifica - ha aggiunto Rice - rimane un'ultima opzione, quella peggiore, che purtroppo al momento sembra anche la più probabile: una continua escalation della violenza, non solo in Siria ma in tutta la regione. In questo caso i Paesi membri dovranno adottare le misure che ritengono adeguate al di fuori del piano di pace e anche di questo organo".

"Il nostro atteggiamento sulla possibilità di imporre sanzioni alla Siria - ha detto da parte sua l'ambasciatore russo Vitaly Churkin al termine della riunione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite - continua a rimanere negativo". Churkin ha specificato come siano già state adottate sanzioni da parte dei singoli Paesi membri dell'Onu contro la Siria, e queste stanno producendo i propri effetti.

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