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L'opposizione siriana ha chiesto al Consiglio di sicurezza dell'Onu di adottare una risoluzione vincolante contro il regime dopo il massacro, secondo le ong, di oltre 200 persone a Tremseh, un villaggio al centro della Siria.

"Fermare questa follia mortifera che minaccia l'entità della Siria, la pace e la sicurezza nella regione e nel mondo necessita di una risoluzione urgente e decisa del Consiglio di sicurezza dell'Onu sotto il capitolo 7 (che autorizza di fatto l'intervento militare, ndr) al fine di proteggere il popolo siriano", ha indicato oggi il Consiglio nazionale siriano (Cns), principale coalizione dell'opposizione.

"Affidiamo ai Paesi membri del Consiglio di sicurezza Onu la responsabilità totale della protezione dei siriani indifesi e dello stop ai crimini vergognosi", ha aggiunto il Cns, definendo il massacro di Tremseh "infame genocidio" commesso dal regime siriano, paragonabile, secondo l'opposizione, ai massacri di Sabra e Chatila e di Srebrenica".

"Dopo Tremseh ci saranno altri massacri ancora più spaventosi, finchè i paesi che pretendono di essere portatori di civiltà restano impassibili al sangue siriano e lasciano il mostro fare strage di siriani", ha concluso il Cns.

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SDA-ATS