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Un clima di forte irritazione si è creato in Israele dopo che Cnn, "Sunday Times" e "New York Times" hanno attribuito allo Stato ebraico la responsabilità di una serie di esplosioni che il 5 luglio ha devastato magazzini militari a Latakia, in Siria. "La Siria stessa non ci attribuisce un ruolo in quell'episodio e la sua smentita va ritenuta credibile" ha notato Zahi Hanegbi, un dirigente del Likud.

"È ragionevole supporre che i siriani sappiano molto bene cosa avviene nel proprio territorio", ha aggiunto Hanegbi, un ex presidente della Commissione parlamentare per gli affari esteri e la difesa. "Il comunicato della Siria (su Latakia, ndr) diceva esplicitamente che non c'era stato alcun intervento esterno".

Due mesi fa, in circostanze analoghe, il presidente siriano Bashar Assad aveva avvertito Israele che non avrebbe tollerato altri raid sul suo territorio dopo i tre già avvenuti, a suo parere, negli ultimi mesi, e aveva minacciato reazioni immediate in caso di recidività.

La preoccupazione di Israele è che le informazioni divulgate dalla Cnn e dal "Sunday Times" lo mettano con le spalle al muro e lo inducano adesso, anche suo malgrado, ad ordinare ritorsioni.

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SDA-ATS