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Un mercato nel nordovest della Siria, in provincia di Idlib, affollato di prima mattina di famiglie in cerca dell'essenziale per continuare a vivere in piena guerra, è stato centrato in un attacco aereo dei russi.

Questi per l'occasione avrebbero persino usato le famigerate "bombe a grappolo". Bilancio: decine di civili morti, fra cui anche diversi bambini, e decine di feriti.

A denunciarlo l'Osservatorio siriano dei diritti umani (Ondus) e i Comitati di coordinamento locale (Lcc) - gli attivisti anti-Assad - che attribuiscono il massacro agli aerei di Mosca. E se l'Ondus ufficialmente parla di "almeno 18 morti" nel bazar di Ariha la tv filo-opposizione Orient afferma che i morti accertati sono 44, una settantina di feriti: cifre confermate anche da Ariha Today, un bollettino di notizie su Facebook. Il direttore dell'Ondus, Rami Abdulrahman, parlando con al Jazeera indica addirittura la cifra di 60 morti. Il canale locale Ariha al-Youm afferma che nel bombardamento sono state usate "bombe a grappolo". Tre gli edifici distrutti.

Un video postato online, le cui circostanze sono difficili da verificare, mostra diversi feriti insanguinati che vengono curati sul pavimento di un corridoio d'ospedale.

L'Lcc parla anche di un attacco contro l'ospedale di Idlib e l'Ondus di vari raid nel resto della provincia e della distruzione di un ufficio del Turkistan Islamic Party, un gruppo di mujaheddin provenienti prevalentemente dagli stati ex sovietici dell'Asia centrale, e un centro umanitario dell'organizzazione ultraconservatrice islamica Ahrar al-Sham nella cittadina di Saraqib.

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SDA-ATS