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Un attacco da parte degli Usa e dei suoi alleati alle forze del regime siriano puramente punitivo, limitato, avrebbe un impatto insignificante, se non controproducente, secondo quanto hanno affermato comandanti delle forze ribelli al confine tra Siria e Turchia.

"Se si tratta di un attacco importante, noi lo sosteniamo. Se è una cosa minore non ci interessa affatto", ha affermato, citato dal Wall Street Journal, il colonnello Ahmed Hamad, uno dei leader del Supremo Consiglio Militare (Scm) che supervisiona le attività di decine di gruppi ribelli. In caso di azioni limitate, ha aggiunto, "Il regime potrebbe usare gli attacchi per dire: 'Noi siamo le vittimè e potrebbe diventare più forte".

Altri alti esponenti militari dei ribelli, riferisce il Wsj, hanno inoltre lamentato il fatto che Washington non ha ancora consegnato alcuna delle armi promesse all'Esercito siriano libero e che gli Usa e i loro alleati non hanno ancora coordinato con con il Scm i loro piani di attacco in Siria.

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SDA-ATS