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Col nome di "venerdì della dignità", un numero imprecisato di manifestanti siriani si appresta a scendere in strada oggi a Damasco e nelle principali città del paese per chiedere la caduta del regime baathista al potere da quasi mezzo secolo.

Sulla pagina di Facebook intitolata "La rivoluzione siriana contro Bashar al-Assad", il presidente in carica da oltre dieci anni dopo aver ereditato il potere dal defunto padre Hafez, circa 50'000 utenti hanno aderito all'iniziativa, lanciata martedì quando decine di manifestanti avevano sfilato per il centro di Damasco.

A due giorni da un raduno di 150 persone senza precedenti nei pressi del ministero degli interni e all'indomani dell'incriminazione giudiziaria di oltre 30 attivisti fermati nel sit-in di mercoledì, gli organizzatori del "venerdì della dignità" pubblicano stamani su internet la lista delle città e delle moschee da cui partiranno i cortei a partire delle 12:00 locali (le 11:00 in Svizzera). Oltre a Damasco figurano Aleppo, Raqqa e Idlib nel nord, Homs e Hama nel centro, Qamishli e Hasake nel nord-est, dove si trova la più consistente minoranza curda, Albukamal e Dayr az Zor, nell'est vicino alla frontiera con l'Iraq. Assenti le città costiere occidentali abitate in prevalenza da alawiti, branca dello sciismo a cui appartengono la famiglia al-Assad e i clan loro alleati al potere.

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SDA-ATS