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Per la prima volta la comunità internazionale, riunita a Roma, e in particolare gli Stati Uniti, i più riluttanti fino ad oggi, ha deciso di fornire aiuti diretti "non letali" ai ribelli siriani, anche al loro braccio armato.

Non si parla però di armi, anche per il timore che, come in Libia, possano finire nelle mani di gruppi terroristici vicini ad al Qaida o filo iraniani.

"Oggi, a nome del presidente Barack Obama, posso annunciarvi che gli Stati Uniti forniranno nuovi aiuti per 60 milioni di dollari" alle opposizioni siriane, per agevolare "la transizione politica" verso la democrazia, ha annunciato a Roma John Kerry, il neo segretario di Stato americano al suo esordio sul palcoscenico internazionale in questo primo viaggio di una decina di giorni, europeo e mediorientale.

Il primo degli incontri, la cosiddetta ministeriale ridotta degli Amici della Siria, ha visto la presenza, oltre che al ministro italiano degli esteri di Giulio Terzi e Kerry, del titolare del Foreign Office britannico William Hague, del ministro turco Ahmet Davutoglu e dei responsabili delle diplomazie di paesi arabi come Egitto, Giordania, Qatar e Arabia Saudita.

Lo sforzo più consistente è senza dubbio quello degli Stati Uniti, anche se c'è chi si chiede se gli aiuti saranno sufficienti per cambiare radicalmente la situazione. Le domande degli inviati americani andavano in direzione opposta, e cioè se i nuovi aiuti otterranno il via libera del Congresso e se giungeranno rapidamente ai diretti interessati. Il tema è caldo negli USA, in quanto per la prima volta tra i beneficiari c'è l'Esercito libero siriano, il braccio armato delle opposizioni, che riceverà aiuti di emergenza come alimentari e medicinali.

Il responsabile della diplomazia statunitense ha avuto anche oggi parole particolarmente dure nei confronti del regime di Bashar al-Assad, ritenuto responsabile della morte di circa 70'000 persone in due anni. Kerry, prospettando un futuro democratico per la Siria, ha detto che ciò "non avverrà fin quando al potere ci sarà Assad, che proprio questa settimana ha firmato attacchi con i missili Scud, mietendo decine di vite umane".

Intanto il regime siriano che continua a massacrare e uccidere. È di oggi la notizia dell'ennesima strage compiuta a sud di Aleppo, dove oltre 70 persone - tra cui bambini, neonati, adolescenti e anziani - sono state "giustiziate" dalle forze fedeli al presidente Bashar al Assad.

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SDA-ATS