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Siria: Svizzera valuta nuove sanzioni

Questo contenuto è stato pubblicato il 02 settembre 2011 - 17:32
(Keystone-ATS)

Dopo l'adozione di un nuovo pacchetto di sanzioni contro la Siria da parte dell'Unione Europea, anche la Svizzera sta valutando provvedimenti più severi verso il regime di Bashar al Assad. Berna ha finora adottato tutte le sanzioni decise da Bruxelles.

"Abbiamo preso atto della decisione (dell'UE) e stiamo valutando se adottare anche noi le nuove sanzioni", ha detto oggi all'ats Marie Avet, portavoce della Segreteria di stato dell'economia (SECO). Toccherà al Consiglio federale decidere un'eventuale modifica dell'ordinanza al riguardo.

Il governo svizzero ha approvato il 18 maggio e poi esteso il 24 maggio e il 17 agosto un'ordinanza che prevede il blocco dei fondi di personalità appartenenti al regime siriano e al loro entourage, restrizioni di viaggio e il divieto di esportazione di materiale militare verso la Siria.

Il 18 agosto il Dipartimento federale degli affari esteri aveva reso noto di aver richiamato a Berna per consultazioni l'ambasciatore elvetico a Damasco, denunciando nel contempo come "inaccettabile" il comportamento delle forze armate di Assad nella repressione delle manifestazioni popolari.

Le nuove sanzioni approvate dai 27 stati dell'Ue prevedono per la prima volta l'embargo contro il petrolio siriano. Per la Svizzera esso non avrebbe conseguenze, secondo Armin Heitzer dell'Unione Petrolifera: nelle raffinerie elvetiche non è stato lavorato petrolio siriano negli ultimi anni. Anche gli altri paesi europei non dovrebbero riscontrare soverchie difficoltà, visto che il petrolio estratto in Siria rappresenta soltanto lo 0,5% della produzione mondiale.

Le nuove misure europee contro il paese mediorientale includono anche sanzioni contro quattro personalità legate al regime siriano e tre nuove entità che si aggiungono alla lista di 50 nomi contro i quali è già in vigore il congelamento dei beni e dei visti di ingresso nell'UE.

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