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Tirana dice "no" alla distruzione sul proprio territorio, delle armi chimiche siriane: lo ha annunciato il premier albanese Edi Rama, mentre davanti alla sede del governo alcune migliaia di cittadini, soprattutto giovani, stanno protestando da oltre 24 ore. L'ondata delle manifestazioni ha investito l'intero Paese.

Il premier albanese ha spiegato che l'unica ragione per cui ha respinto la proposta del coinvolgimento dell'Albania nell'operazione per la distruzione dell'arsenale chimico è stato il fatto che "uno o due altri paesi non sono riusciti in tempo a diventare parte di questo progetto".

"Non ho voluto che qui ed anche nel mondo si chiedesse 'perché solo l'Albania?' e si rispondesse 'perché è un piccolo e povero paese', cosa che non è vera, ma che purtroppo si sarebbe trasformata in un'amara verità per tutti noi", ha sottolineato. La decisione di Rama è stata accolta da un boato di gioia da parte delle migliaia di manifestanti che davanti alla sede del governo hanno seguito in diretta il suo discorso.

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SDA-ATS