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Siria: uccisi due giornalisti stranieri, altri tre feriti

Questo contenuto è stato pubblicato il 22 febbraio 2012 - 17:35
(Keystone-ATS)

Due giornalisti, un americano ed un francese, sono stati uccisi oggi durante il bombardamento della città siriana di Homs. Testimoni hanno raccontato che le bombe hanno colpito il centro stampa dei militanti anti-regime.

I due giornalisti rimasti uccisi oggi a Homs, in Siria, sono Le vittime sono la giornalista americana Mary Colvin, e il fotoreporter francese Remi Ochlik. Stando a Réporters sans Frontières, tra i feriti quello in condizioni più gravi sarebbe una giornalista francese freelance, Edith Bouvier, collaboratrice tra l'altro del quotidiano "Le Figaro".

RsF ritiene che la casa dove si trovavano i giornalisti è stata "colpita intenzionalmente" dalle forze governative. "Secondo le informazioni da noi raccolte, 11 razzi sono caduti stamane su un centro stampa dove si trovavano i giornalisti". "Era di dominio pubblico che esso ospitava regolarmente dei giornalisti". Ieri sera peraltro anche un fotografo siriano è rimasto ucciso a Homs.

Per il presidente francese Nicolas Sarkozy la morte dei due giornalisti "mostra che adesso basta, questo regime deve andare via. Non c'è nessuna ragione per cui i siriani non abbiano il diritto di vivere la loro vita, di scegliere il loro destino liberamente". Il ministero degli esteri francese ha chiesto un "accesso sicuro" e l'apertura di corridoi sanitari a Homs per "fornire soccorso alle vittime con il sostegno del Comitato internazionale della Croce Rossa (Cicr)". Il Quai d'Orsay ha inoltre convocato l'ambasciatore di Damasco a Parigi.

Ma la Russia si oppone all'idea di creare corridoi umanitari in Siria, cosa che non farebbe altro che "inasprire il conflitto", ha detto il vice ministro degli esteri Gennady Gatilov. Intanto un portavoce della Commissione europea ha indicato che L'UE annuncerà lunedì nuove sanzioni contro la Siria.

L'11 gennaio un altro giornalista francese, Gilles Jacquier, di France 2, era rimasto ucciso in un bombardamento a colpi di mortaio mentre insieme ad un gruppo di colleghi si trovava a Homs in un viaggio organizzato dalle autorità di Damasco. Il 16 febbraio il corrispondente del "New York Times" Anthony Shadid invece era morto nel nord della Siria a causa di un attacco di asma.

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