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Siria: uccisi sacerdote e dirigente Mezzaluna Rossa

Questo contenuto è stato pubblicato il 25 gennaio 2012 - 22:04
(Keystone-ATS)

Un sacerdote ortodosso e un dirigente della Mezzaluna Rossa sono stati uccisi nelle violenze che hanno scosso anche oggi la Siria - e delle quali regime e opposizione si accusano a vicenda - mentre le forze governative hanno continuato per il secondo giorno un'offensiva sulla città di Hama.

Secondo attivisti dell'opposizione, sono almeno 11 le persone morte nella repressione, mentre l'agenzia ufficiale Sana dà notizia dei funerali di 14 soldati e agenti di polizia uccisi a Homs, Idlib, Hama, Daraa e nella provincia di Damasco.

Sul fronte diplomatico, la Russia conferma intanto la sua opposizione ad ogni risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu che possa aprire la strada ad un intervento esterno. Il ministro degli Esteri Serghiei Lavrov ha detto invece di essere favorevole all'avvio di un dialogo tra il regime e l'opposizione, ma "senza condizioni preliminari", e quindi anche senza le dimissioni del presidente Bashar al Assad, proposte dalla Lega Araba.

L'agenzia Sana afferma che il sacerdote morto oggi, padre Basilious Nassar, è stato ucciso "da terroristi mentre prestava soccorso ad un uomo rimasto ferito a Hama, nel sobborgo di Jarajmeh". Secondo fonti citate dall'agenzia missionaria Misna, il religioso era un sacerdote ortodosso di circa 30 anni. La Sana non aggiunge particolari sulle circostanze dell'uccisione.

Secondo l'opposizione, Hama è sottoposta per il secondo giorno consecutivo ad un'offensiva delle forze governative, confermata dal quotidiano governativo Al Watan. I Comitati locali di coordinamento dell'opposizione riferiscono che combattimenti sono segnalati in particolare nei sobborghi di Hamediyeh e Sharqiyeh e che retate di civili vengono compiute dai governativi in quello di Bab Qibli. La stessa fonte afferma che è di tre morti il bilancio di oggi a Hama, che già nell'agosto scorso era stata sottoposta ad un'offensiva delle forze del regime costata centinaia di vittime secondo gli oppositori. Sempre secondo i Comitati locali di coordinamento, quattro persone sono morte in varie località della provincia di Damasco, due in quella di Homs e due in quella di Idlib.

Il capo della Mezzaluna Rossa in quest'ultima città, il dottor Abdel Razaq Jbero, "è stato ucciso da un colpo d'arma da fuoco" mentre era a bordo della sua auto e da Damasco andava a Idlib, ha reso noto a Ginevra la Croce rossa internazionale, senza avanzare ipotesi sui responsabili ma condannando il mancato rispetto per l'attività dei medici in Siria.

Sia la Sana sia l'opposizione danno la notizia, accusando dell'accaduto la prima elementi "terroristi" e la seconda "le forze di sicurezza". L'agenzia governativa precisa che il dottor Jbeiro è stato raggiunto da un proiettile alla testa nella località di Khan Sheikhoun ed è morto poco dopo essere stato ricoverato nell'ospedale Maaret al Numan.

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