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Siria: Usa pronti a discutere con Mosca

Gli Usa sarebbero pronti a parlare con la Russia a proposito dell'arsenale chimico in possesso del regime siriano di Bashar al Assad. Lo afferma una fonte dell'amministrazione Obama.

Intanto gli Stati Uniti non vogliono che la proposta russa per il controllo internazionale delle armi chimiche di Damasco si trasformi in un'altra "tattica di stallo".

Lo ha detto Marie Harf, portavoce del dipartimento di Stato. "Ogni sforzo per mettere sotto controllo internazionale le armi di Bashar al Assad sarebbe positivo ma abbiamo profondo e serio scetticismo su questa proposta", ha detto il Dipartimento di Stato.

La crisi a una svolta?

La crisi siriana potrebbe essere a una svolta. Il governo di Assad ha infatti accolto favorevolmente la proposta russa di consegnare il proprio arsenale chimico alla comunità internazionale. Una decisione che Mosca e Damasco sperano possa bloccare l'iniziativa Usa di un intervento militare. E da Washington - dove regna un generale scetticismo - arriva comunque un segnale di apertura: "Esamineremo in maniera approfondita la proposta russa".

Il segretario di Stato, John Kerry, ha già sentito telefonicamente il suo omologo russo. Ma sia Casa Bianca che Dipartimento di Stato avvertono: vogliamo vedere le carte, ma non siamo disposti ad accettare perdite di tempo.

La mossa del Cremlino, annunciata dal ministro degli esteri russo Sergei Lavrov, arriva mentre negli Usa si procede a tappe forzate per arrivare a un sì del Congresso alla decisione di attaccare presa dal presidente Barack Obama. Ma a innescare gli ultimi sviluppi è stata proprio un'uscita del capo della diplomazia americana, nel corso di una conferenza stampa a Londra. "Assad - ha detto Kerry - potrebbe evitare un attacco consegnando le sue armi chimiche alla comunità internazionale entro la settimana prossima". In molti hanno subito visto in queste dichiarazioni un'apertura da parte dell'amministrazione statunitense. Tanto che il Dipartimento di Stato - temendo che le parole di Kerry potessero mettere in imbarazzo la Casa Bianca - è intervenuto per correggere il tiro: "Quella del segretario di Stato era solo un'argomentazione retorica, perchè Assad è un dittatore brutale di cui non ci si può fidare".

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